Infertilità maschile: quali sono gli esami di base?
L'infertilità di coppia è una condizione più comune di quanto si pensi e, contrariamente a un'idea diffusa, le cause sono equamente distribuite tra partner maschile e femminile, o talvolta dovute a una combinazione di fattori. Affrontare un percorso di ricerca della genitorialità richiede un approccio metodico, il cui primo passo è una diagnosi accurata. In questo articolo esploreremo gli esami di base per la valutazione della fertilità maschile, un iter fondamentale per comprendere la situazione e orientare le scelte successive con il supporto dello specialista andrologo.
Il primo colloquio: l'anamnesi
Il percorso diagnostico inizia sempre con un'attenta anamnesi, ovvero un colloquio approfondito con lo specialista urologo o andrologo. Questo momento è cruciale per raccogliere tutte le informazioni sulla storia clinica del paziente e sulla sua salute generale. Il medico indagherà su eventuali patologie passate o in corso, come infezioni delle vie urinarie, parotite in età post-puberale (i cosiddetti 'orecchioni'), diabete o patologie genetiche.
Verranno inoltre poste domande su pregressi interventi chirurgici, in particolare a livello genitale o inguinale (es. correzione di criptorchidismo o varicocele). Sarà fondamentale discutere lo stile di vita: abitudini alimentari, consumo di alcol e fumo, attività fisica, esposizione a sostanze tossiche o a fonti di calore per motivi professionali. Infine, si raccoglierà la storia familiare e si valuteranno eventuali terapie farmacologiche in atto che potrebbero interferire con la fertilità.
- Storia clinica generale e patologie pregresse.
- Interventi chirurgici a livello genitale o inguinale.
- Stile di vita, abitudini e fattori di rischio ambientali/professionali.
- Storia familiare di problemi di fertilità.
- Farmaci assunti regolarmente.
L'esame obiettivo andrologico
Dopo l'anamnesi, si procede con l'esame obiettivo dei genitali esterni. Si tratta di una valutazione non invasiva e indolore che permette allo specialista di verificare lo stato di salute dell'apparato riproduttivo maschile. Il medico ispezionerà il pene e valuterà tramite palpazione il volume, la consistenza e la sensibilità dei testicoli.
Particolare attenzione viene posta alla ricerca di anomalie come il varicocele, una dilatazione delle vene del testicolo che rappresenta una delle cause più comuni e correggibili di infertilità maschile. L'esame obiettivo permette inoltre di controllare la presenza e la conformazione degli epididimi e dei dotti deferenti, le strutture responsabili del trasporto degli spermatozoi.
Lo spermiogramma: l'esame fondamentale
Lo spermiogramma, o analisi del liquido seminale, è l'esame cardine per la valutazione della fertilità maschile. Questo test fornisce informazioni quantitative e qualitative sugli spermatozoi e sul liquido in cui sono immersi. È fondamentale che la raccolta del campione avvenga secondo precise indicazioni, che includono un periodo di astinenza sessuale (generalmente da 2 a 5 giorni) e l'utilizzo di un contenitore sterile.
I principali parametri valutati, secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono la concentrazione (numero di spermatozoi per millilitro), la motilità (la percentuale di spermatozoi in movimento e la qualità del loro movimento) e la morfologia (la percentuale di spermatozoi con una forma considerata normale). È importante sottolineare che un singolo risultato alterato non è sufficiente per una diagnosi definitiva e l'esame va spesso ripetuto a distanza di qualche settimana per confermare i dati.
I dosaggi ormonali
La produzione di spermatozoi (spermatogenesi) è un processo complesso finemente regolato da un delicato equilibrio ormonale. Per questo motivo, il percorso diagnostico include quasi sempre un prelievo di sangue per misurare i livelli di alcuni ormoni chiave. Questi esami aiutano a capire se l'origine del problema sia a livello testicolare o a livello delle ghiandole centrali (ipofisi e ipotalamo) che controllano la funzione del testicolo.
Gli ormoni più comunemente analizzati sono l'ormone follicolo-stimolante (FSH), direttamente coinvolto nella produzione degli spermatozoi, l'ormone luteinizzante (LH), che stimola la produzione di testosterone, e il testosterone stesso, essenziale per la spermatogenesi e la funzione sessuale. A seconda del quadro clinico, lo specialista può richiedere anche il dosaggio di altri ormoni come la prolattina o gli ormoni tiroidei.
L'ecocolordoppler scrotale
L'ecocolordoppler testicolare o scrotale è un esame di imaging non invasivo e indolore che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare in dettaglio le strutture interne dello scroto. Fornisce informazioni precise sulla morfologia e sulle dimensioni dei testicoli, permettendo di escludere la presenza di cisti, noduli o altre anomalie strutturali.
La funzione 'color doppler' è particolarmente utile perché consente di studiare il flusso sanguigno e diagnosticare con elevata accuratezza la presenza e il grado di un varicocele, anche quando non è facilmente apprezzabile con il solo esame obiettivo (varicocele subclinico). Questo esame è quindi un complemento fondamentale alla visita andrologica per ottenere un quadro completo della salute testicolare.
Domande frequenti
Un solo spermiogramma con valori alterati significa che sono sterile?
No, assolutamente. I parametri del liquido seminale possono variare in modo significativo a causa di molti fattori, anche temporanei come stress o stati febbrili. Per questo motivo, le linee guida raccomandano di ripetere l'esame a distanza di tempo prima di formulare una diagnosi, per confermare l'eventuale anomalia.
È necessaria una preparazione particolare per questi esami?
Sì, per alcuni esami è importante seguire delle indicazioni precise. Per lo spermiogramma è richiesto un periodo di astinenza sessuale di 2-5 giorni, mentre per i prelievi ormonali è solitamente preferibile effettuarli al mattino a digiuno. Sarà il vostro medico specialista a fornire tutte le istruzioni dettagliate per ogni singolo esame.
Gli esami per la valutazione dell'infertilità maschile sono invasivi o dolorosi?
La stragrande maggioranza degli esami di base non è né invasiva né dolorosa. L'esame obiettivo è simile a una normale visita urologica, i prelievi di sangue sono di routine e l'ecografia è completamente indolore. Anche la raccolta del campione per lo spermiogramma non comporta alcun dolore.
Cosa succede se tutti gli esami di base risultano nella norma?
In alcuni casi, l'infertilità viene definita 'idiopatica' o 'inspiegata', perché gli esami di base non rilevano cause evidenti. In questa situazione, lo specialista potrebbe suggerire esami di secondo livello per approfondire la funzionalità spermatica o valutare altri fattori. È importante ricordare che l'infertilità è un problema di coppia e il percorso va sempre affrontato insieme, coinvolgendo anche la partner.
Vuoi un parere sul tuo caso?
Porta con te i referti degli esami precedenti: l'andamento nel tempo è l'informazione più utile. Puoi prenotare una visita in studio oppure un consulto in telemedicina.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative: non costituisce diagnosi, prescrizione né parere medico personalizzato e non sostituisce la visita specialistica. Le decisioni riguardanti esami e terapie vanno sempre prese con il proprio medico.
Fonti
- 1.Linee guida EAU (European Association of Urology) — European Association of Urology apri la fonte
- 2.Portale del Ministero della Salute — area tematica salute — Ministero della Salute apri la fonte
- 3.EpiCentro — portale di epidemiologia per la sanità pubblica — Istituto Superiore di Sanità apri la fonte